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lunedì 13 luglio 2020

Creature mitologiche: il Basilisco




Il Basilisco è una creatura mitologica che alcune leggende descrivevano come una lucertola lunga all'incirca una ventina di centimetri.
Raffigurato in questo modo sembrerebbe trattarsi di un simpatico e innocuo animaletto ma, in realtà , la descrizione completa risulta inquietante.
Si narra infatti che il Basilisco avesse la testa e le zampe di un gallo, piccole ali membranose sulle spalle e una lunga coda di serpente e che avesse il potere di uccidere con il solo sguardo o con un soffio velenoso.
Nei mitici racconti, si favoleggia addirittura, che fosse in grado di uccidere trasmettendo il suo tocco letale anche attraverso gli oggetti e che il suo sguardo pietrificasse o incenerisse gli sventurati che incontravano i suoi occhi. A  proposito del tocco è nota la leggenda di un un cavaliere morto in sella al suo destriero a causa del veleno trasmesso dal  Basilisco attraverso la lancia che lo aveva ferito.


Questa creatura annoverava due soli nemici, di cui uno era la donnola, che tra l'altro moriva anch'essa dopo averlo morso alla gola, mentre l'altro era il gallo, il cui canto sembra gli risultasse fatale.
Le leggende narrano che l'essere umano riuscisse a sopprimere un Basilisco solo attirandolo davanti a uno specchio o qualsiasi superficie che ne riflettesse l'immagine.
Lo sguardo di fuoco di questa creatura era talmente potente da risultare mortale anche posandosi sul suo riflesso.
Anche Plinio il Vecchio, nella sua opera “Storia Naturale”, cita questo leggendario animale come proveniente dall'Egitto o dalla Libia dove trovava rifugio nelle grotte, nelle caverne, o nelle tane sotterranee di un deserto, creato da lui stesso con la  potenza devastatrice del suo sguardo.


L'antico scrittore e filosofo naturalista narrava che il Basilisco nasceva da un uovo, perfettamente sferico, deposto da un gallo molto anziano e poi covato da un serpente o da un rospo per sette o nove lunghi anni in un nido di peli di Iuvi.
In periodi più recenti anche autorevoli drammaturghi e scrittori, come ad esempio Shakespeare, hanno citato il mitico Basilisco nelle loro opere.
Per concludere, questo animale leggendario è diventato il simbolo araldico della città svizzera Basilea e ne ritroviamo la figura anche su alcuni stendardi di comuni italiani. 

                                                        






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8 commenti:

  1. Una strana creatura questa. Ne avevo sentito parlare ma non la conoscevo nel dettaglio. Trovo utilissimo questo tuo blog perché si imparano sempre nuove nozioni riguardo la mitologia e le leggende antiche. I complimenti diventano d'obbligo e sono sinceri. Una felice giornata Vivì.

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  2. Grazie Leo. Sempre presente e sempre attento. Un saluto e un sorriso.

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  3. Ciao Vivì....molto interessante anche questo post. Questo basilisco è meglio che rimanga nella sfera mitologica. Brrrr. solo a leggere le sue caratteristiche provoca dei brividi lungo la schiena. Ciao e a presto.

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    1. Ciao e grazie per la tua visita e il tuo commento.

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  4. 😳 😳 Pensavo che il basilico fosse un'erba aromatica ....... ma e un serpente velenoso del peggio 🐸 Terrificante, mia ​​cara amica. Stasera non riusciro a dormire, faro un incantesimo: mettero molte rose sui rami della mia casa sull'albero per proteggermi !!!
    Oh, quella faccia orribile... penso di averlo visto in Harry Potter... no, no, non conoscevo affatto questo bicharraco ...! Sembra un raggio laser con gambe. Forza Ave Fenix​!!!!

    jajajajaja XD 😘😘😘

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    1. Ciao cara. Il basilico 😁😀😀 a Genova lo usiamo molto per fare il pesto. Il Basilisco, invece. è quel mostro con la testa di pollo che hai sul post. Bruttissimo vero? Meno male che esiste soltanto nella fantasia sfrenata dei...mitomani. Ciao cara. Un bacio e un abbraccio. 😘😘😘

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  5. Impressionante. Un essere così piccolo e così pericoloso. Certo che la fantasia dei nostri tris-tris-tris-tris...avoli era davvero illimitata. Una creatura di siffatta specie è non solo bizzarra ma anche impossibile.

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  6. Un essere orrendo, e pericoloso, dettato da una bizzarra fantasia...
    Sempre bello leggerti, sereno giorno cara Vivì, silvia

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