Unguento unguento
mandame alla noce de Benevento
supra acqua et supra vento
et supre omnes maltempo ...
La formula magica delle streghe di Benevento, dette anche Janara, una leggenda che pare risalga ai tempi degli antichi Sanniti e Romani.
Nel secolo quarto a.C. Ovidio narrò le orrende stragi e lo scorrere infinito di sangue innocente, anche se poi la leggenda si diffuse in tutta Europa intorno al 1600.
Il mito di queste streghe si fuse con i misteriosi riti orgiastici dei Longobardi, che avevano eletto la città di Benevento come capoluogo del loro vasto Ducato nel meridione.
Nel periodo rinascimentale a Benevento vivevano alcune delle più famose streghe italiane come Violante da Pontecorvo, maga Menandra, maga Alcina e molte altre ancora. Una delle più famose era Matteuccia da Todi, detta anche l' Arcistrega del Sannio, che fu processata dal Santo uffizio di Roma perché arruolava e addestrava alle arti magiche le più belle e affascinanti fanciulle dei dintorni. Si narra che le addestrasse al volo spalmandole sul corpo un unguento magico, che oltre a permettere il volo le rendeva invisibili.
L'Arcistrega, durante uno dei fantomatici processi che subivano queste giovani donne, sotto tortura raccontò ai suoi aguzzini, che gli incontri avvenissero sotto l'albero di noce, che in seguito uno dei giudici fece abbattere e che, misteriosamente, si narra per opera del diavolo, venne ritrovato al suo posto.
La leggenda che nacque in seguito ai vari processi subiti dalle giovani donne, conferma la narrazione estorta a Matteuccia con la violenza. Le streghe si riunivano nelle notti tra il sabato e la domenica, attorno a un grande noce e iniziavano un sabba demoniaco, dove, si narra, si unissero carnalmente con Satana in persona. L'arrivo sul luogo avveniva rigorosamente in volo su scope di saggina.
Pare che, dopo qualche tempo, le streghe fossero in grado di assumere una forma più evanescente, inconsistente tanto, da riuscire a entrare nelle case sbarrate attraverso gli spiragli delle porte, causando un panico enorme.
Queste giovani donne erano molto temute dal popolo. Alcune credenze narravano che fossero in grado di causare aborti e creare deformità nei neonati.
La leggenda sopravvive ancora oggi e narra che, per impedire l'ingresso nelle case di una janara e per sconfiggerla, occorre un antico rituale che consiste nel gettare del sale sull'uscio recitando solennemente la seguente formula: “Viene po' di sale” viene per un po' di sale ma, se il giorno dopo si presentasse una donna a domandarne dell'altro, beh...attenzione! Quella è senz'altro un'altra strega! Oggigiorno, nelle zone si approntano festival e sagre dedicate al turismo esoterico ed esistono modi di dire in dialetto: non fare la janara.




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