Fantasia

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lunedì 19 aprile 2021

La leggenda di Taliesin

 





In un tempo assai remoto e su una piccola, magica isola posta al centro del lago di Tegid, viveva una bellissima dea. La sua dimora era un castello immerso in un parco immenso. Il maestoso edifico era avvolto da un fitto intrico di edera abbarbicatasi alle mura da tempo immemorabile.

La dea si chiamava Cerridwen ed era amante della musica, del canto e della poesia.

Gli abitanti di quel luogo fatato adoravano la dama del castello, perché lei sembrava avesse un bel carattere, ed era solita intrattenerli narrando storie e leggende suggestive di un'epoca lontana, quando la pace regnava nel mondo e tutto era bello e armonioso.

Cerridwen mise al mondo due bambini, il primo bello e solare come sua madre e dal pianto melodioso e incantatore mentre, il secondo al contrario, molto brutto e deforme.

La nascita del primo bimbo venne festeggiata a lungo dagli abitanti dell’isola, mentre quella del secondo venne totalmente ignorata.

La dea soffrì molto e pianse a lungo per questo suo figliolo, fino a che decise di rimediare all'errore di madre natura facendo  dono della conoscenza e della poesia al disgraziato bimbo.

Ma per portare a termine l'incantesimo, la dama dovette chiedere il sopporto a Gwoin, il suo giovane aiutante. Con lui la dama setacciò tutta la foresta, i pascoli e la valle, alla ricerca delle erbe indispensabili per la preparazione della magica pozione.

La ricerca risultò lunga ed estenuante. La leggenda narra che i due camminarono sette volte sette settimane ospitati di volta in volta da Elfi e creature magiche del bosco o dormendo sui prati sotto un manto di stelle.

                        

Quando infine tornarono al castello, la dama si mise all'opera riempiendo un calderone con le acque misteriose del lago e mettendovi a bollire le erbe raccolte. A guardia del miscuglio mise il suo giovane aiutante, con la raccomandazione di vigilare che il fuoco rimanesse sempre acceso, sebbene non troppo vivace e che le erbe sobbollissero piano e a lungo. Per mantenere sempre vive le fiamme furono coinvolti nella raccolta dei ciocchi indispensabili, gli abitanti dell’isola e persino gli animali della foresta. Il fuoco avrebbe dovuto rimanere acceso per ventotto giorni e ventotto notti, un’intera fase lunare per la riuscita dell'incantesimo.

Ma durante la cottura, la dea si accorse che le erbe si erano ridotte tanto da non bastare e sì assentò per incrementarne la quantità. Tornò giusto in tempo nell'ultimo giorno della luna, dando ancora a Gwoin l'incarico di aggiungerle.

Esausta per il lungo viaggio Cerridwen si ritirò per riposarsi lasciando ancora all' aiutante il compito di vigilare la mistura.

Ubbidendo alle disposizioni il giovane aggiunse le erbe ma, rimestando nel pentolone gli schizzarono tre gocce bollenti sulle dita scottandolo. Per istinto Gwoin si portò le dita alla bocca cercando sollievo. In quel momento la magia lo avvolse riversandosi nel suo cuore e nella sua mente.

Spaventato da quanto era accaduto, il ragazzo non ebbe il coraggio di confessarlo alla dea e fuggì dal castello prima che lei si risvegliasse.

Quando la dama si destò e intuì l'accaduto, accecata dalla collera, proprio lei che era sempre stata gentile e disponibile con tutti, si mise all'inseguimento del giovane per ucciderlo.

Per sfuggire alla cattura Gwoin ricorse alla magia e si trasformò in una lepre e la dea, a sua volta per non farselo scappare, tramutò in un levriero. Vistosi raggiunto, il ragazzo si tuffò nel lago trasformandosi in un pesce e la dea lo seguì, assumendo le sembianze di una lontra, predatrice di pesci. Disperato il giovane uscì dal lago e pensò di trasformarsi in un uccello, ma l’inseguitrice non lo mollò e divenne a sua volta una civetta predatrice.

                

                         

Esausto e demoralizzato, il ragazzo giocò di astuzia e pensò di trasformarsi in un chicco di grano mimetizzandosi tra tanti altri chicchi di grano, ma la dea intuì l'inganno e divenne una gallina che, becchettando qua e là, alla fine individuò il fuggitivo e prima che questi mutasse in qualcosa d’altro, se lo ingoiò.

L'incantesimo operato dalle erbe magiche non ebbe fine in quel momento, bensì nove mesi dopo, quando la dea diede alla luce un bambino talmente bello e solare, che sua madre decise di chiamarlo Taliesin, che significa “Splendida Fonte “.

Il bambino crebbe diventando sempre più bello e ammaliatore, difatti, la sua voce iniziò a espandersi melodiosa nella foresta, per la valle e persino sui monti, incantando tutti quelli che avevano la fortuna di ascoltarlo. 

                                                 

                             

Ricerca effettuata sul web 

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14 commenti:

  1. Fantastica questa leggenda. Una delle tante che non conoscevo e grazie a te ora conosco. Grazie.

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  2. Otra leyenda revitalizada por tu esplendorosa imaginación llena de recursos para hacer interesante el relato y que deje una enseñanza...

    Abrazo grande.

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  3. Un'intera riserva di leggende molto appassionate e favolose nel loro genere e a volte un pochino inquietante ma sempre piacevoli da conoscere e leggere. Un abbraccio Vivì

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  4. Suggestione, e tanta fantasia in un racconto avvincente e di bella lettura...
    Sereno giorno carissima Vivì,silvia

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  5. Una leggenda che pare una favola. Molto piacevole.

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  6. Bellissima leggenda che non conoscevo.Grazie e buona giornata.

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  7. Questa favola è davvero fantastica .., mi sono lasciata trasportare dall'immaginazione quando la principessa ha inseguito un giovane che si travestiva per condividere la sua immagine.

    Davvero il tuo lavoro è fantasioso!.
    Saluti.

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  8. Сказка! Красивая сказка! Благодарю вас!

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  9. Incantevole leggenda, colma di colpi di scena, alla fine dopo tante peripezie nasce un bambino meraviglioso con una voce melodiosa. Opera molto bella e ben strutturata che ho gradito moltissimo. Un affettuoso saluto Vivì, sempre più brava, Grazia!

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  10. Incantada da questa stupenda leggenda!Poesia,musica e canto.Niente guerra ne gelosia o invidia,ma riparo ad un errore della natura.Molto piaciuta Cerridwen (l'ho immaginata mamma di G.Leopardi.).Quante emozioni grazie ai tuoi scritti.Grazie Vivì.Sei unica!Lu.

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    1. Grazie a te Lu...i tuoi complimenti mi esortano ad andare avanti e a cercare, cercare e cercare spunti e novità. bacioni grandi. ❤❤❤

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  11. Ancora una volta mi hai deliziato con una delle tue storie fantasiose. E' sempre piacevole la lettura dei tuoi scritti, Viví.
    Buon proseguimento di serata 🌙

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  12. Leggenda molto accattivante
    Un caro saluto
    Giorgio

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  13. Trovi le leggende nordiche un po' inquietanti hanno un senso della magia sempre un po' cupo.
    Bello comunque, brava Vivì

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